Con l’avvento del web 2.0 ed i suoi numerosi “contest” dilagano sempre piú video musicali di questo genere. La tecnica utilizzata si chiama LIP DUB ovvero la combinazione di “lip synching“  (movimento delle labbra) e “audio dubbing” (doppiaggio audio).  Tipica anche la partecipazione di numerosi gruppi di persone cantando in playback ed un cameramen che in una sola unica ripresa passa attraverso differenti stanze e situazioni.

Secondo quanto ha scritto Tom Johnson un buon lip dub deve rispettare quattro punti fondamentali:
spontaneitá: il video, grazie al cameramen, deve cogliere il passaggio di playback da persona a persona per dar appunto una sensazione di maggior naturalezza e credibilitá dello stesso video.
autenticitá: le persone ed i luoghi devono apparire reali
partecipazione: non una sincronizzazione spettacolare di una persona ma un gruppo un insieme che coinvolgono nella visione del video.
divertente: tutti i partecipanti devono trasmettere divertimento.

Di seguito alcuni LIP DUB:

Universitá del Québec a Montreal, 172 studenti.

Universitá de VIC (Barcellona) , 900 studenti circa

Accademia Belle Arti  Pietro Vannucci, Perugia

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Nel precedente post giá mi sono occupato di newsletter dal punto di vista tecnico. In questo caso invece viene affrontato lato strategico cercando di capire come andrebbe strutturata una newsletter in quanto a contenuti, evitando sgradevoli conseguenze come la scarsa attenzione da parte dei destinatari.

Secondo e-marketer, in una sua interessante ricerca, la causa a tutto ció sarebbe riassumibile in 12 punti fondamentali.

tabella newsletters

Nel primo punto viene riconosciuta l’ alta frequenza come causa principale. Interessante poichè questa rischia di far cadere l’utente in una sorta di “assuefazione”. Continuando nell’analisi si nota come fondamentalmente l’utente considera giá a priori la newsletter come poco interessante, spamm o persino che non ci si ricorda di esser iscritti al servizio. In definitiva, una possibile soluzione che possa migliorare la recezione è una attenta segmentazione degli utenti per un invio mirato e meglio adeguato al potenziale cliente. Di conseguenza un invio anche se frequente non risulterá aggressivo.

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